Febbraio è il cuore dell'inverno. Freddo. A volte assai piovoso. Altre turbolento e ventoso. Ti fa sentire come dentro un tunnel del quale non riesci mai a intravedere la fine e... poco importa che esso sia il più corto fra i dodici mesi. "Semel in anno licet insanire" - dicevano gli antichi - e il Carnevale impazza per le strade. Così ci mascheriamo. Per nascondere il nostro volto e i nostri umori e sfoderare un'allegria che, a ben guardare, è fatta solo di cipria e fondotinta. Però, quel trucco che copre il nostro volto, è diventato un abito mentale che ci portiamo dietro tutto l' anno. Per sembrare quel che non siamo, nascondere quel che realmente sentiamo o, appunto, dir quelle cose che, a viso aperto, non saremmo mai capaci di esprimere. Le maschere e i maquillage sopravvivono al Carnevale e... Febbraio finisce. Portando via con sé l' effimera allegria che l'accompagna. Lasciando sulla strada un mare di coriandoli sgualciti. Ricoperti dalle ceneri della nostra immutabile realtà.
La foto introduttiva è stata realizzata dall' autore del blog nel corso della "Ratantira" ( tipica sfilata del Carnevale di Cagliari) dell' anno 2000.

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