Quella Crisi Planetaria che Tutti Noi coinvolge.


Non so dire se sia un privilegio o una iattura l' aver conosciuto due secoli (e nel nostro caso anche due millenni). Forse non c'è niente di speciale, visto che non siamo soliti fare tesoro dei nostri errori. Di certo, però, siamo testimoni di una cesura epocale. Vediamo, ormai alle nostre spalle, quello che fu detto "il secol breve". Caratterizzato da due guerre mondiali, ogni sorta di tremenda dittatura ma anche forti tentativi di riscatto dell' umanità. Le lotte per la democrazia, per la diffusione dei diritti civili e dei lavoratori. Risalite da baratri profondi e nuove repentine discese. Queste le sensazioni che ci ha lasciato il novecento e che scorgiamo, neanche  tanto in lontananza, al termine del primo quarto del ventunesimo secolo del quale, d'altro canto, è impossibile non percepire l' irrefrenabile caduta libera. Un epoca, la nostra,  ormai non nuova e con contorni piuttosto delineati. Decadenza delle democrazie liberali, incapaci di reagire con efficacia all' affermazione di insidiose e inaffidabili autocrazie. Scarsa attenzione ai diritti civili, ai diritti dei lavoratori e creazione di un solco che segna divari sociali di proporzioni abissali. Viviamo tempi, in senso propriamente detto, di crisi. Ci troviamo a cavallo di una spaccatura, di una faglia. Di fronte a onde sismiche che scuotono la società dal più profondo e rischiano di ridurla in macerie. Una distruzione che trova la sua origine nell' abbandono di quei valori di solidarietà, giustizia sociale ed equo contemperamento degli interessi che avevano costituito il motore della rinascita al termine della seconda guerra mondiale. Più ancora si è persa quella gerarchia di valori che, doverosamente, vedeva le prerogative della persona umana precedere quelle della finanza e dell' economia. Così, anche in questo settore, abbiamo assistito (soprattutto in occidente) all'aberrazione di una ricchezza prodotta più dalla speculazione finanziaria che non, come si dovrebbe, attraverso attività tipicamente produttive. Allo stesso modo si manifesta un dissesto climatico e ambientale dinnanzi al quale si fa orecchio da mercante, continuando a favorire, anche attraverso manovre demagogiche, le fonti di energia fossile a tutto discapito delle rinnovabili. Questo è, a mio parere, il ritratto dell' occidente al termine dei primi venticinque anni del ventunesimo secolo e del terzo millennio. Un' epoca aspra e cruciale che necessita di una forte reazione da parte di tutta l' umanità. Per non cadere nel baratro che si prospetta sempre più prossimo ai nostri occhi. Un frangente che richiede leadership sicure e spinte da cultura e principi etici di grande spessore, ma anche un' opinione pubblica capace di non autoassolversi dalle sue responsabilità. Pienamente consapevole, oltre che del suo ruolo imprescindibile, della portata e dei rischi di una crisi planetaria che, volenti o nolenti, coinvolge tutti noi e, al termine della quale, nulla sarà più come prima .

Nelle foto introduttiva: "Il Sonno della Ragione genera Mostri" - Acquaforte e acquatinta di Francisco Goya.

Commenti

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    1. Tragici e intricati. La legge del più forte ha preso il sopravvento sul diritto internazionale e sui fondamentali valori dell'umanità e non si vede un'efficace risposta né in termini di leadership, né in termini di società civile. Ogni reazione in questo momento sembra alquanto flebile e inadeguata.

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  2. La democrazia implica regole e diritti che possono "rallentare" la produttività (affinché sia una produttività non pericolosa per chi ci lavora e per l'ambiente) le autocrazie decidono tutto a tavolino ed eseguono senza guardare in faccia nessuno e con l'obiettivo di "prendersi tutto", quindi sono molto più agili a livello gestionale, anche a costo di tagliare molti diritti. In questa sfida globale sono avvantaggiate, ma io preferisco di gran lunga continuare a vivere in una democrazia.
    P.S.: come è la situazione a Cagliari? Nei notiziari si sono viste immagini impressionanti.

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    1. Ci vogliono esseri umani, donne e uomini di spessore. Gente che si impegni davvero e mostri di avere reale interesse per il bene comune. Leader che coinvolgano le persone e non le mettano a margine. Se donne e uomini di tal fatta si presentassero, le autocrazie potrebbero anche restar travolte dal loro stesso eccesso di velocità. Per il momento, però, dormono sogni tranquilli. Per quel che concerne Cagliari direi che a risentire del fortunale son state soprattutto le coste, le spiagge e le strutture ad esse legate. E' stato necessario chiudere alcune strade litoranee e , nell'isola, alcuni corsi d'acqua hanno esondato provocando danni alle attività agricole. Una situazione davvero complicata che richiederà del tempo prima di un ritorno alla normalità.

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