C'è quasi un senso di vuoto nelle prime giornate di gennaio. Dopo l'orgia dei fuochi, dei banchetti e delle libagioni. E' come trovarsi innanzi ad una lavagna sulla quale è stata appena passata la cimosa. Nell' aria polvere bianca di gesso. Frammenti di scrittura non del tutto cancellati sull'ardesia. Ora pronta ad esser ricoperta di vecchi e nuovi disegni. Numeri ed altre parole ancora. Le prime gelide giornate di gennaio portano un senso di abbandono, dopo il frastuono dei giorni festivi e, nel contempo, illuminano un immenso spazio da riempire. Progetti, ansie e speranze si accavallano mentre torniamo inesorabilmente alla realtà quotidiana. Pensieri ondivaghi si susseguono nelle prime nebbiose ore del nuovo anno. Poi Gennaio scorre lentamente nel suo alveo di malinconica tranquillità. Col desiderio di aprire una finestra su un futuro diverso e l' intima certezza che, alla fine, poco o niente sarà diverso rispetto al passato.

Piaciuta e condivisa la tua viene di gennaio, una locomotiva che stenta a ripartire e poi viaggia pigramente
RispondiEliminamassimolegnani
Gennaio segue il fumo che sale lentamente dai camini. A mano a mano che avanza porta il senso della ripresa e della vita che continua come sempre... a dispetto del clima delle feste, a volte assai innaturale.
Eliminaconcordo, gennaio è il mese più difficile dell'anno: ci mette di fronte ad un vuoto tutto da riempire e nel quale si può però anche sprofondare!!!
RispondiEliminaMa poi ci deve soccorrere l' esperienza che ci da la forza per stringere i denti e non lasciarsi andare.
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