C'è una lunga è stretta via che si diparte dalla statale 392 che, da Tempio Pausania, porta verso il Monte Limbara e il lago del Coghinas. E' una strada che attraversa i boschi e nella quale speri sempre di non incontrare auto provenienti dalla direzione opposta. Piove e tira vento in questo tempestoso mese di gennaio. Le fronde degli alberi si agitano. Ma quella strada sembra quasi non finire mai. Mi chiedo, quante volte, Faber e Dori avranno dovuto percorrerla. Per svariati motivi e nelle condizioni più disparate. Deve essere stato tutt' altro che facile vivere in queste campagne. Così isolate. Così nascoste. Così esposte a proditori agguati. L' Agnata è davvero un luogo straordinario. Una grande tenuta che circonda un antico "stazzo gallurese" dalle possenti mura di pietra. Avvolte, nella bella stagione, da un verde rampicante di vitigno americano. Ora questa dimora è un suggestivo boutique hotel immerso in una natura selvaggia e affascinante. Guardi verso la campagna e pensi che Faber non si è accontentato d'essere un grande poeta ma ha voluto essere, aldilà della sua fama, uno fra tanti. Confrontandosi con la dura vita dell' agricoltore e dell' allevatore. Perché forse è proprio l' esperienza dell' uomo comune a ispirare il poeta e l' artista. Perchè è solo la pace di questi luoghi che poteva porre rimedio al clamore e alla confusione di certi bagni di folla. Faber, ormai non c'è più, ma io ho sentito fortemente la sua presenza. Ho soggiornato nella sua stanza, osservando, prima di addormentarmi, quelle travi di legno che attraversano il soffitto. Cercando nelle loro antiche venature la storia di questa dimora.
Mi sono affacciato da quella finestra che mira verso la campagna e le affilate creste dei monti galluresi . Ho sentito il verso dell' upupa nella notte. Il tramestio dei cinghiali e gli schioppi dei cacciatori. Il crepitio della grandine sulle vecchie tegole. Tanti suoni e atmosfere che, di certo, hanno ispirato le canzoni di Faber. Penso si sia trovato bene nel suo studio. Col tavolo di stile inglese, il camino acceso nelle fredde giornate invernali. I suoi libri, la chitarra. Penna e carta per scrivere e una voce profonda per cantare. Circondato dai tanti ricordi di una vita che questa dimora ci fa rivivere con nostalgia. Ho immaginato, talvolta, di sentirlo scendere giù dagli alti scalini di granito che portano al piano superiore della casa. Di vederlo lavorare nei campi o attraversare con una barca il piccolo lago che aveva realizzato sbarrando le acque di un impetuoso torrente. Perché questo era il mondo di Faber e dei suoi cari. Un luogo di pace e lavoro da vivere con discrezione. Nel silenzio e nella quiete. Avvolti in un' atmosfera di suggestioni e sentimenti che riempiono l' anima e portano davvero lontano.


complimenti c'è molta delicatezza e poesia in queste tue parole in ricordo dei luoghi di Faber
RispondiEliminamassimolegnani
Quando visiti questo luogo sembra quasi di immergersi nel senso profondo di una vita. Rifletti sulla bellezza e sulla difficoltà che certe scelte esistenziali comportano. Sulla passione e l' entusiasmo che ci spinge a realizzarle. Sugli ostacoli che, inevitabilmente, incontriamo sulla strada che abbiamo deciso di percorrere.
RispondiEliminaChe bello questo tuo post, dove descrivi con affetto, i luoghi di De Andrè e Dori Ghezzi, dove hanno cercato rifugio , lontano dalla folla . Sicuramente tra la pace di questi luoghi, dove la natura è padrona. Faber avrà tratto ispirazione per tanti suoi testi, vero è anche che questa pace l'ha pagata a caro prezzo perchè, mi pare che fosse in questi luoghi che i due sono stati rapiti , una bruttissima esperienza per loro, di cui ho vaghi ricordi dai telegiornali dell'epoca. Saluti cari
RispondiEliminaÈ vero. Furono prelevati dai banditi, nottetempo, proprio in questa casa. Fu per loro un' esperienza durissima e drammatica. Nonostante tutto, al termine del sequestro, scelsero di continuare a vivere qui e io credo che questa sia stata una scelta di autentico amore per la Sardegna oltre che di grande fermezza e coraggio. Anche a te cari saluti.
EliminaDa giovane non ero molto esperto di cantanti,scoprii Faber quando con la mia squadra di basket nel noto ristorante f.lli Sacchi sull'Ortobene,dopo ottime libagioni e barzellette,il nostro capitano intonò "La canzone di Marinella" e noi in coro. Fu un momento bellissimo che ancora ricordo con commozione.
RispondiEliminaOra conosco meglio il repertorio di Faber,che, se l'italiano fosse una lingua più conosciuta, potrebbe essere considerato tra i migliori per completezza di ispirazione e musicalità.
Nella nostra terra bella,naturale,ma dura e difficile ha trovato momenti di serenità anche se purtroppo anch'egli dovette scoprire il lato oscuro dell'uomo.
Come, secondo me, è giusto perdonarono gli esecutori (che scontarono la pena) ma non i mandanti. Anche il perdono è una cosa seria e Faber e Dori non apprezzavano di certo l'ipocrisia.
Condivido appieno. Purtroppo, a dispetto della loro volontà, la giustizia andò giù duro sulla "manovalanza"e fu clemente coi mandanti. È la solita vecchia storia di questo paese che preserva i potenti e i "colletti bianchi" e tende a scaricare le responsabilità sulle ultime ruote del carro. Per queste ragioni stimo profondamente Faber e Dori. Per il loro coraggio e la non comune dignità che hanno dimostrato.
EliminaSarà campanilismo ma io preferisco ricordarlo in via del Campo, in via Gramsci, nei vari carruggi da lui frequentati e nelle sciamadde, dove acquistava la farinata. Il posto che hai descritto comunque deve essere veramente bello e carico di atmosfera.
RispondiEliminaCerto. La sua origine e la sua Genova sono fondamentali e lui, di sicuro, non li ha mai dimenticati, pur vivendo in Sardegna. L' album "Creuza de Ma" ne è la dimostrazione più forte che si unisce ai tanti capolavori realizzati nella vostra splendida città. La genovesita' di Faber (che fra l' altro volle sulla sua bara la sciarpa del Genoa) è inattaccabile, ma anche il suo amore per la Sardegna e la sua gente è pura verità.
EliminaUna scelta anticonvenzionale come anticonvenzionale è sempre stato in ogni cosa della sua vita. Si vede tutta la tua passione per la sua arte musicale.
RispondiEliminaLa sua vita è ben spiegata dal titolo di una sua raccolta: " In direzione ostinata e contraria"... Che è un po' l' atteggiamento che anche noi dovremmo avere rispetto alla brutta piega che sta prendendo il nostro futuro.
EliminaIn questo post hai descritto ottimamente, i luoghi di Faber in Sardegna.
RispondiEliminaCerto. E' solo una parte della vita di Faber e pure molto importante. La sua dimensione umana e artistica va oltre ogni limite territoriale. Direi che si tratta di un artista che, con le sue canzoni e la sua musica, ha abbracciato tutto il mondo. Anche quello che, per ragioni linguistiche, non ha potuto conoscerlo e comprendere il senso della sua opera.
EliminaMolto bello. Un viaggio nei luoghi del Faber in un mondo bellissimo che è la Sardegna tutta, due mondi infiniti da approfondire il più possibile.
RispondiEliminaUn saluto amico mio
Ho vissuto quelle due giornate con profonda emozione. L' Agnata è un posto davvero speciale per chi porta nel suo cuore le canzoni di Faber. Anche a te un salutone caro amico.
EliminaHo il massimo rispetto per questi posti, ma mi mettono tanta tristezza e sento la presenza del passato.
RispondiEliminaMi ricordo ancora quando prenotai una villa sul mare in sardegna... andai con mio figlio e una mia amica con i suoi figli. Dal primo giorno ho avuto una certa difficoltà a stare nella sala grande dove si mangiava e aveva la veranda che dava sul mare. Visualizzavo urla e litigi profondi, e sentivo una negatività fortissima. E' durata la settimana e solo andando via gli ultimi giorni, i vicini di casa mi dissero che i proprietari di quella casa di erano separati perchè litigavano sempre...
Mai più
Preferisco vacanze in villaggio o camping, ma case affittate no.
Elisa
Ogni posto può indurre suggestioni diverse nel nostro animo. Suggestioni che variano da persona a persona. Giusto scegliere per le vacanze le sistemazioni che riteniamo più congeniali alle nostre esigenze.
EliminaUn luogo e un racconto che fanno respirare la vita e l’anima di Faber attraverso ogni dettaglio.
RispondiEliminaBuona serata Fabio
Penso che Faber si sia davvero fatto voler bene fai suoi ammiratori e, per questo, suscita una grande emozione soggiornare nella sua casa e, magari, ascoltare nel suo studio o nel giardino tante sue canzoni. Sapendo che molte son state composte proprio in questo luogo.
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