C'è chi, nella vita, raggiunge tutti gli obbiettivi, chi lascia il segno, chi si realizza in ogni sua aspirazione. Chi realizza i suoi sogni a metà. Molti di più son quelli che non ce la fanno e... poi ci sono quelli che sembrano avere un credito verso la vita, che avrebbero potuto fare di più ma che, comunque, i loro risultati li hanno ottenuti. Probabilmente Michael Collins (Roma 1930 - Naples, Florida 2021), il pilota dell'Apollo 11 è stato uno di questi. Non ci tragga in inganno il fatto che a metter piede sulla Luna siano stati i suoi compagni di missione Neil Armstrong e Buzz Aldrin e non anche lui, perché Collins fu scelto proprio per la sua maestria di pilota e, per quel ruolo, fu preferito a molti altri. In tanti si chiedono se possa aver desiderato di scendere sul suolo lunare con gli altri due astronauti e, di sicuro, da uomo d'avventura, avrà nutrito questa aspirazione. Cosa avrà pensato mentre orbitava intorno alla Luna e preparava il modulo di comando al rendez-vous col LEM che trasportava i reduci dall'allunaggio? Che pensieri saranno passati per la mente all'uomo che, in perfetta solitudine, si è trovato ad ammirare il lato oscuro della Luna? Nessuno di noi lo può sapere, ma credo che la sua sia stata una straordinaria esperienza, che il suo apporto alla missione sia stato fondamentale. Fu di certo felice di esser protagonista e non semplice gregario di una fantastica avventura. Oggi mi piace ricordare questo eroe d'altri tempi mentre dal finestrino della navicella spaziale scruta la superficie della Luna, la Terra lontana, azzurra e luminosa. Mentre il suo sguardo si perde nello spazio infinito. Non è sceso sulla Luna ma, di certo, ha avuto il senso pieno dell'immensità dell'universo.
Foto introduttiva realizzata dall'autore del blog.
Collins, silenzioso custode dell’impresa, non toccò il suolo lunare ma seppe comunque abbracciare l’immensità del cosmo: nell’ombra dell’allunaggio, fu lui a illuminare la missione con la sua solitaria grandezza.
RispondiEliminaBuona giornata Fabio
Credo abbia assaporato, fra le altre cose, la solitudine nel cosmo. Sicuramente un'esperienza unica e straordinaria per un essere umano.
EliminaBellissima foto.Buon pomeriggio!
RispondiEliminaAvevo fatto diverse prove, più o meno riuscite. Sicuramente un professionista della fotografia farebbe molto meglio.
EliminaPurtroppo l'uomo si dedica in questo periodo ad altre "imprese";se pensiamo che nell'universo esistono innumerevoli stelle, pianeti e loro satelliti siamo davvero ancora molto indietro 😅👋
RispondiEliminaCi manca un' esplorazione animata soprattutto da spirito di conoscenza. Oggi si va nello spazio per scopi essenzialmente economici e militari. E' vero che queste missioni costano una marea di denaro e che dunque chi le promuove si attende un ritorno. Però è proprio il senso dell' avventura e della scoperta che sembra mancare e, a noi comuni mortali, resta , per fortuna, almeno il desiderio e lo spirito di contemplazione dell' universo.
EliminaNon viene ricordato come meriterebbe, perché è vero che sono stati i colleghi a mettere piede sulla Luna, ma senza la sua assistenza non avrebbero potuto farlo. Lui ha svolto un lavoro "oscuro" come il lato della Luna, ma fondamentale.
RispondiEliminaMi affascinano quelle persone che rendono possibile una grande impresa o un grande sogno, quasi restando dietro le quinte. La modestia, il non mettersi in mostra, il saper accontentarsi senza nulla pretendere son doti sempre più rare.
EliminaChe articolo interessante hai scritto, Fabio. Mi sono quasi commossa al ricordo di quel momento. Ero piccola e con tante altre cose nella testa ma quel fatto mi colpì e ne porto sempre il ricordo nel cuore. Hai ragione: chissà con quale rimpianto, invidia e malinconia l'astronauta ha osservato i compagni. Immagino che si rodeva e quanta emozione! Bello l'articolo e bello ritrovarti. Un saluto e un augurio per tutto.
RispondiEliminaNon credo provasse invidia in senso proprio nel sapere che i compagni di missione sarebbero sbarcati sulla Luna. Di certo avrebbe desiderato anche lui discendere sul satellite, ma son sicuro fosse ben conscio dell' importanza del suo ruolo nella missione e della grande opportunità che, comunque, ha avuto. La figura di Michael Collins, però, è davvero importante perché ci fa riflettere sul senso delle nostre azioni e sull 'importanza di quel che facciamo nel corso della nostra esistenza. Cari saluti anche a te e grazie per essere passata da queste parti.
EliminaHai toccato il nucleo dell'esperienza e dell'importanza: gli altri, gli eroi dell'allunaggio, erano in due. Lui rimase da solo. Letteralmente ingoiato dal lato oscuro della luna e del creato. Tanti sarebbero impazziti, considerato che in futuro all'omino medio sarebbe bastato un lockdown per andar fuori di testa.
RispondiEliminaQuello che mi ha colpito è il suo saper vivere quei momenti di solitudine. Lo star bene con se stessi che credo lo abbia accompagnato in quell' avventura. Una dote rara fra gli esseri umani.
EliminaTutto era stato organizzato e predisposto. Lui sapeva, ancor prima di partire, quale sarebbe stato il suo compito. Sapeva che non avrebbe messo piede sul suolo lunare, ma che avrebbe avuto un compito ancor più fondamentale e complesso. Trovarsi solo nel cosmo dev'essere stata un'esperienza unica ed indimenticabile, che solo un uomo molto coraggioso, competente e con ottime doti fisiche e psicologiche può affrontare. Chissà...forse avrà anche un pochino invidiato i compagni che passeggiavano sul suolo lunare. Non lo sapremo mai.
RispondiEliminaEra un professionista e, di certo, conosceva i limiti del suo compito e li ha accettati. Poi ... sicuramente il desiderio di sbarcare sulla Luna lo aveva, magari il sogno di poterlo fare in una missione successiva. Però la sua resta comunque una grandissima esperienza.
EliminaI compagni di Collins sono scesi sulla luna ma lui aveva un compito arduo...riportali sani e salvi sulla terra. Serena domenica.
RispondiEliminaCerto, un compito fondamentale il suo e io credo che, comunque, sia stato fiero d'esser parte di quella missione. Però, se fossi stato nei suoi panni, il desiderio di scendere sulla Luna un po' mi sarebbe rimasto. Buona domenica a te.
EliminaIl mondo è pieno di eroi che stanno nell'ombra, in un secondo piano quasi in penombra. Un po' come i giocatori di calcio, quei mediani che corrono tutto il tempo e portano palloni ai piedi buoni in attacco.
RispondiEliminaMa sono insostituibili tanto gli uni che gli altri
Il Liga docet 👍
Elimina