Eremi temporanei.


 Anche quest' anno, nel mese di agosto, son stato in montagna. Ma non è più la montagna che avevo conosciuto nella mia gioventù. Frotte di turisti vocianti, chiamate al cellulare rese pubbliche con ostentazione e senza vergogna, per non parlare della corsa agli scorci più famosi per scattare i selfie. Le grandi strade dolomitiche, poi, meglio lasciarle perdere, col loro incessante traffico e ogni sorta di pericolo causato dall' imprudenza e dalla noncuranza degli utenti. Per questo, durante il mio soggiorno, preferivo i sentieri meno frequentati. Andare in mezzo ai boschi e ai prati. Là dove è dato di sentire il canto degli uccelli, il frinire delle cicale e, in lontananza il suono delle campane di una piccola chiesa. Solo così riuscivo a rilassarmi e mettere in ordine in santa pace i miei pensieri. Adoro il silenzio e la quiete. Il volo leggero delle farfalle. La lontananza dal chiasso e dal disordine dei nostri tempi così infelicemente sguaiati. Qui, su questi prati dell'Alta Val Badia puoi ritrovare te stesso, osservando i piccoli borghi adagiati sui crinali dei monti, i boschi di pini e abeti. Le alte vette e le profonde verdi vallate. Credo risieda in queste cose il fascino della montagna nei mesi estivi. Quella bellezza che in molti proprio non riescono a cogliere. E' proprio in questi stretti e scoscesi sentieri che attraversano boschi e pascoli sterminati che mi piace camminare per trovare un po' di quiete. Lontano da un mondo che sembra aver perso, assieme alla pace, il senso della nostra esistenza.


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