Con l'approssimarsi del 25 aprile mi son interrogato sul senso di questa affermazione e così ho cercato di definirne il significato. Essere antifascisti vuol dire amare la democrazia e la tolleranza e perciò esser contro ogni forma di costrizione praticata con violenza fisica o morale. Significa condannare senza riserve l' omicidio politico, lo stragismo e la tortura. Vuol dire essere a favore della libertà di espressione e di stampa, nonché della libera circolazione delle persone e delle idee, senza pregiudizi, muri o cannoniere che possano in qualsiasi modo impedire il cammino degli uomini.
Essere antifascisti significa aver coscienza dell'eguaglianza fra gli esseri umani e aver consapevolezza che l'incontro fra ogni sorta di diversità può essere per tutti una grande occasione di arricchimento intellettuale. Significa, fra le altre cose, promuovere la pace, senza negare agli aggrediti e agli oppressi il diritto a resistere per scacciare aggressori e tiranni, per poi progettare una società solidale che garantisca a tutti progresso, parità di diritti, libertà e benessere. Credo sia questo lo spirito dell'antifascismo. L'essere a favore di tutti quegli ideali e opportunità che il fascismo, assieme al nazismo, ha invece negato facendo ricorso ad oppressione e violenza. Perché è questo che la storia ci insegna e che solo chi è in malafede può azzardarsi a negare. Essere antifascista non significa, infine, appartenere a questa o quella forza politica. Significa essere liberi al punto di saper riconoscere i propri errori e, se del caso, non fare uno ma dieci, cento, mille passi indietro. Basta abbracciare e praticare gli ideali che ho sopra esposto e non aver remore o riserve nell' affermare d' essere antifascisti.
Sono più che d'accordo. Per me l'essere antifascista vuol dire rispettare idee e scelte di vita differenti, nel mio paesello a volte mi trovo in difficoltà quando vedo chi festeggia il 25 aprile pur essendo omofobo e spesso razzista.
RispondiEliminaL' essere Antifascisti è una scelta che richiede coerenza. Voglio dire anche con la Costituzione che condanna ogni sorta di discriminazione. La nostra carta fondamentale, nata dai valori della Resistenza, sancisce i principi di eguaglianza, libertà, solidarietà e giustizia sociale. Chi mai dovesse celebrare il 25 aprile senza tener conto di ciò, di fatto, avrebbe una visione mutilata della Festa della Liberazione.
EliminaPurtroppo da entrambi gli schieramenti molti si sono riciclati, sopratutto alla fine della seconda guerra mondiale, anche gente importante come per esempio Napolitano... rimasto con la tessera fascista ben dopo il 25 aprile 1945, ed improvvisamente riciclatosi comunista...
EliminaGiorgio Napolitano non fu mai un attivista fascista. Tuttavia , la sua giovinezza si svolse durante il ventennio. Negli anni ’30 e all' inizio degli anni '40, come molti altri giovani italiani , Napolitano partecipò ad alcune attività culturali e universitarie che erano inquadrate nelle organizzazioni del regime, come i Gruppi Universitari Fascisti (GUF). Questa partecipazione però era assai frequente se non addirittura obbligata per chi voleva proseguire gli studi e inserirsi nella vita accademica. Ai littoriali della cultura parteciparono, fra gli altri, anche Aldo Moro e Giovanni Spadolini (uomini anch'essi di conclamata fede democratica). Durante la Seconda guerra mondiale, Napolitano prese nettamente le distanze dal fascismo e, dopo la caduta del fascismo nel 1943, aderì al movimento antifascista e nel 1945 ( a vent'anni di età poiché era nato nel 1925) entrò nel Partito Comunista Italiano, iniziando una lunga carriera politica nella sinistra. E' una precisazione che va fatta perché questa era la condizione di molti giovani in un' epoca in cui la libertà non era in nessun modo contemplata.
EliminaPurtroppo le tue parole molto giuste vengono utilizzate oggigiorno da persone che parlano di democrazia ma sono autoreferenziali,narcisi e nella sostanza autocratici...insomma esiste ormai la figura del fascista - camaleonte,una specie pericolosissima.
RispondiEliminaCredere per davvero nei principi che si enunciamo , in altre parole, essere sinceri è fondamentale. Il "fascista camaleonte" esiste, ma continua a esistere anche quello incallito. Quello, per intenderci, che periodicamente attenta alla Costituzione con progetti di riforma insensati nella sostanza e subdoli nelle finalità. Quello che mai ammetterà i crimini e gli errori del fascismo. Quello pronto ad appoggiare i nuovi autarchi e a fare finta di cambiare rotta solo per convenienza spicciola.La democrazia va difesa sempre dagli uni e dagli altri.
EliminaMi identifico pienamente nelle tue parole ma, più che antifascista, preferisco definirmi "anti-estremista".
RispondiEliminaIn Italia ormai "antifascista" viene usato come sinonimo di "democratico", però il problema è che anche un brigatista rosso poteva affermare di essere antifascista, anche gli anarchici che piazzano bombe possono, senza mentire, sostenere di essere antifascisti. Però, ecco, a me fanno paura esattamente quanto i fascisti. Sono contro ogni forma di estremismo, sia politico che religioso o razziale.
Condivido pienamente la tua opinione. Ogni estremismo, sotto qualunque colore cerchi di mascherarsi , va combattuto con tutte le nostre forze. Se in Italia si parla di Antifascismo è perché il fascismo, con tutto quel che è costato, ha costituito sicuramente l' esperienza più difficile dalle quale risollevarsi. Ciò perché, a quei tempi, gli anticorpi propri della democrazia non erano stati diffusamente assimilati nel nostro paese. Il fenomeno delle Brigate Rosse fu durissimo e la loro scellerata azione fu bloccata proprio attenendosi ai principi della Costituzione ispirata dai valori della Resistenza e mai scadendo a quelle forme di stato d'eccezione che sono invece proprio dei regimi autoritari. Parlare di antifascismo ha un senso ai giorni nostri, perché il rischio autoritario è , in tutto il mondo assai forte. Il Venticinque Aprile è una data certa, un passaggio storico fondamentale che ci deve impegnare tutti ad opporci ad ogni forma di regime autoritario o anche di "demokratura." Non solo al fascismo appunto, ma a chiunque, in qualsiasi modo camuffato, attacchi i valori della democrazia.
EliminaConcordo con le tue parole.
RispondiEliminaL' Antifascismo trova la sua naturale evoluzione nella Costituzione Repubblicana. Da essa si traggono tutti i principi che ci aiutano ad opporci fermamente al fascismo e ad ogni regime autoritario. Leggere la Costituzione e conoscere la storia del ventennio fascista dalle origini alla caduta, può aiutare tutti ad essere consapevoli dell' importanza di questi valori.
EliminaBravo Fabio, hai delineato con chiarezza un concetto che oggi viene storpiato e sbeffeggiato.
RispondiEliminamassimolegnani
E' un concetto scomodo che mette molte persone davanti alla responsabilità di aver sostenuto un regime reo di aver perseguitato gli oppositori, di aver emanato leggi razziali e aver trascinato l' Italia in una guerra sanguinosa e distruttiva al fianco di Hitler e del nazismo. Perciò viene sbeffeggiato soprattutto da chi ha la coda di paglia. Il 25 aprile celebriamo la Liberazione da una dittatura folle e sanguinaria. Una lotta di popolo che coinvolse non solo partigiani comunisti ma anche cattolici, liberali, repubblicani ed esponenti di ogni ceto sociale ed è stata la base della nostra democrazia costituzionale. Quel che dobbiamo fare noi , che dobbiamo la nostra libertà alla Resistenza Partigiana, è difendere quotidianamente la Costituzione e i suoi principi da ogni eventuale attacco.
EliminaNon so per quale motivo ma negli anni il significato di antifascista ,si era diciamo cosi perso, forse solo confuso con altro, hai fatto secondo il mio modesto parere molto bene a riproporlo, mai più tempo è adatto come questi giorni, grazie
RispondiEliminaSon stati anni di improvvido sdoganamento, si è cercato di fare credere che in fondo si trattava ormai di fatti lontani e, ancor più, si è cercato di passare il concetto di una conciliazione posticcia tra modi di veder la politica, la società e lo stato tra loro distanti anni luce. Tutti i principi e i valori che ho cercato di raccogliere in questo scritto fanno parte di una cultura democratica che è patrimonio di tutti ma non certo di chi, a giorno d' oggi, alla luce del sole o sotto mentite spoglie, continua a difendere, sostenere o, peggio ancora, a riproporre quel che purtroppo il fascismo è stato.
EliminaUn richiamo alla libertà come responsabilità viva: riconoscere l’altro per restare davvero umani.
RispondiEliminaCiao Fabio
Rilevi un elemento fondamentale nella difesa dei principi democratici ed è, appunto, la responsabilità. Siamo tutti artefici del nostro destino e la conquista e il mantenimento della democrazia dipendono molto dalle nostre scelte. Spetta a ciascuno di noi dare con coscienza il proprio contributo per la tutela dei valori costituzionali. Un salutone a te.
EliminaHo letto tutto ciò che hai scritto e sono d'accordo con te !! Hai espresso molto bene il tuo "essere antifascista". Credo che il rispetto per gli altri sia fondamentale , soprattutto in momenti difficili come quelli che stiamo vivendo e la nostra Costituzione ci indica la strada. Un caro saluto.
RispondiEliminaOggi è la Costituzione che deve avere centralità. Garantisce i diritti di tutti, compresi quelli di chi la vorrebbe manipolare o, addirittura, mettere da parte. Al di fuori di essa, il rischio di cadere in una qualsiasi forma di autoritarismo è davvero elevato. Cari saluti a te.
EliminaCiao Fabio grazie di essere passato da me. Mi fa particolarmente piacere trovare questo post, in un momento come quello che viviamo, dove sembra che certi significati si siano persi nel protagonismo malato di alcuni personaggi politici. A presto, Carla Emilia
RispondiEliminaGrazie anche a te per aver visitato questo blog. Stiamo vivendo un' epoca davvero difficile. Sete di potere e smodate ambizioni di certi personaggi stanno trascinando il mondo in una brutta china. Per questo, aver chiari i valori che davvero contano e diffonderli il più possibile è fondamentale. Quando diciamo d' essere Antifascisti non intendiamo solo manifestare la nostra opposizione ad una ideologia violenta e distruttiva quale appunto è il fascismo, ma anche esprimere la volontà di essere sempre impegnati nella costruzione e nella difesa di una società che applichi concretamente i valori della, solidarietà, dell' eguaglianza, della libertà e della giustizia sociale. Principi questi che , al pari della democrazia, non vanno mai dati per scontati ma difesi con perseveranza giorno per giorno. Un salutone a te.
EliminaHai espresso benissimo il concetto di antifascista. Purtroppo, come diceva anche la Murgia, c'è pure un fascismo di sinistra da condannare assolutamente proprio come tutti i fascismo. E assieme a questi io condanno pure tutti gli anti antifascisti che ricoperti di pura e semplice ipocrisia, cercano solo di sviare i discorsi. Per cui: viva l'antifascismo della libertà e il rispetto dell'essere umano ovunque venga.
RispondiEliminaUn abbraccio
L' Antifascismo (che poi non è altro che essere sinceramente democratici) richiede coerenza nei comportamenti. A volte manca e questo non può che provocare tristezza e disappunto. Quello che certe persone dovrebbero capire è che a tante parole devono sempre seguire i fatti. Un salutone a te caro Alberto.
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