Considero queste due ricorrenze di fondamentale importanza per la nostra società. Forse non c'è più tanto da festeggiare, visto il revisionismo che ha caratterizzato gli ultimi tre decenni e la progressiva dispersione di molte conquiste del lavoro. Comunque, è certo che tanto la Festa della Liberazione quanto la Festa del Lavoro ci devono aiutare a ricordare le lotte e i sacrifici sostenuti dai nostri padri per la riconquista della democrazia e l'affermazione, in campo lavorativo, di tanti diritti garantiti con la Costituzione del 1948 e con lo Statuto dei Lavoratori del 1970. Tuttavia, negli ultimi trent'anni, sindacati e lavoratori hanno ceduto su molte questioni, sicuramente scordando che diritti civili e conquiste del lavoro non devono mai esser dati per acquisiti ma difesi, giorno per giorno, con tutte le nostre forze. Ci sarà sempre, nella società, chi cercherà di opporsi alle lotte sindacali e, perciò, non bisogna mai abbassare la guardia. Le generazioni che, alla fine del XX secolo, avrebbero dovuto continuare a tenere duro, non sono state capaci di mantenere le posizioni acquisite da chi le ha precedute. Alle giovani lavoratrici e ai giovani lavoratori del mondo d'oggi spetta il gravoso compito di riprendere le lotte, senza farsi incantare dalle false promesse di un liberismo sfrenato e senza regole. In tale prospettiva, si auspica che le forze politiche progressiste pongano al centro dei loro programmi le tematiche del lavoro, della sicurezza e della salute di chi lavora. Del potere d'acquisto dei salari e della casa, nonché tutte le necessarie azioni volte a risolvere l' annoso problema dell' evasione fiscale. Vista la situazione, dobbiamo concepire giornate come queste non tanto come festività ma soprattutto come un'occasione per ricordare tutte le battaglie sostenute dai nostri padri e, ancor più, per ritrovare la coesione necessaria per difendere quel che resta dei nostri diritti e, possibilmente, riconquistare le posizioni inopinatamente perdute. Son tempi in cui è necessario rivedere il cammino percorso e comprendere i molti errori commessi. Non sarà facile risalire la china e, perciò credo che augurare un Buon Primo Maggio significhi soprattutto esortare tutti a rialzarsi e a ritrovar le motivazioni e le forze per difendere i diritti e le prerogative che sono patrimonio di ogni lavoratore.
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Purtroppo molti si sono illusi che ci si poteva salvare da soli, anzi, che da soli c'è la si sarebbe salvati da soli così ci siamo disgregati. Ma, banale dirlo, ci si salva solo tutti assieme. Chissà se torneremo a capirlo... Speriamo
RispondiEliminaI lavoratori devono comprendere che da soli non si va da nessuna parte. Che le lotte e le rivendicazioni collettive, finalizzate a render vivo lo strumento della contrattazione son cosa necessaria e tutt'altro che superata. Da soli si rischia d'esser schiacciati come mosche fra due dita... come diceva Claudio Lolli.
EliminaP.S. a fine maggio saremo a Cagliari. Se ti/vi andasse un caffè o una birretta serale o quello che ti va, ci farebbe piacere conoscerci. Senza nessunissimo impegno, naturalmente.
RispondiEliminaQuesta è una bella notizia. Teniamoci in contatto perché mi farebbe davvero piacere conoscerti. Un abbraccio a te.
EliminaD'accordo che siano due date molto importanti. Benchè io ritenga molto importante l'esistenza dei sindacati vorrei che proprio loro tornassero veramente a lottare, cosa che a mio parer non fanno piu da anni.
RispondiEliminaGrave è stato rinunciare all' unità e perdersi in mille rivoli. E' una battaglia davvero difficile perché troppi sembrano essersi assuefatti ad un atteggiamento rinunciatario se non, nei casi peggiori, acquiescente.
Eliminadividi et impera... tutt'oggi funziona alla grande, basti vedere come il PD tratta i 5STELLE...
RispondiEliminaNon solo, non ci potrà mai essere un fronte comune quando in Europa il PD vota paro paro alla Meloni,
senza fare la minima opposizione... ed anche in italia se ci si batte più per i diritti civili e si dimenticano i diritti sociali, non si andrà da nessuna parte...
La devono trovare la quadra. Devono trovare per forza quei punti da difendere con unità. Diversamente saranno cavoli amari per altri cinque anni. Quello che devono portare dentro il programma è il lavoro perché è sul lavoro che, nel bene e nel male, si gioca il futuro delle persone.
EliminaPurtroppo la costante problematica della disoccupazione alta ha permesso di sfruttare la "lotta" fra chi cerca lavoro spingendo al ribasso le garanzie e i diritti del neoassunto, perché sanno già che qualcuno comunque accetterà quelle condizioni pur di lavorare. Bisogna essere pronti a segnalare ai tribunali del lavoro ogni abuso.
RispondiEliminaLavoro nero ed esternalizzazione delle attività in paesi in cui i lavoratori son senza diritti hanno contribuito a trasformare il lavoro in una merce. Si è perso il senso e il valore della contrattazione collettiva e delle rappresentanze sui posti di lavoro. La partecipazione spesso ai limiti perché, in occasione delle assemblee, molti se ne stanno a casa, va stimolata. La gente ha perso il senso della lotta collettiva e questo va recuperato perché, come abbiamo detto più volte, da soli non si va da nessuna parte. La politica e i sindacati (ma anche le lavoratrici e i lavoratori) avranno un bel da fare se intendono davvero cambiare rotta.
EliminaDue ricorrenze che non chiedono festa, ma memoria vigile: diritti che respirano solo se qualcuno li difende.
RispondiEliminaBuona giornata Fabio
Due ricorrenze che devono esortare tutti a mantenere la memoria delle lotte passate e comprendere che è necessario stare sempre all' erta e non mollare mai la presa. Buona giornata a te.
EliminaLa situazione è drammatica, salari sempre più bassi, meno diritti e profitti in aumento.
RispondiEliminaTematiche fondamentali per queste giornate perché su di esse bisogna insistere a tutti i livelli per levarsi da questa pessima situazione.
Eliminaconcordo su tutta la linea... purtroppo non ci si può rilassare mai. Quello conquistato va difeso e si pensava acquisito
RispondiEliminaProprio così. Nulla deve essere mai dato per scontato. Se si presta il fianco si rischia sempre d'essere feriti.
Eliminaormai la festa dei lavoratori è diventata "festa del lavoro"
RispondiEliminacosì come le pensioni di anzianità sono diventate "pensione anticipata"
ed il PD muto e connivente, ci mancherebbe....
Gravi errori son stati fatti col varo della cosiddetta Legge Biagi che ha precarizzato il lavoro , con il "jobs act" e l'affossamento dell'art.18 dello Statuto dei Lavoratori. E' mancato il PD e pure i principali sindacati si sono divisi visto che CISL e UIL si sono spesso appiattiti su posizioni governative. La gente si è, per queste ragioni, allontanata dalle lotte sindacali. L'unico sistema per cercare di recuperare il terreno perduto è riportare il lavoro al centro dei programmi politici, con massima attenzione alle tematiche del salario minimo, della salute e della sicurezza, delle discriminazioni nei confronti delle lavoratrici, cercando di ritrovare motivi di unione e non di separazione tra tutte le forze politiche che sostengono di avere a cuore le esigenze e i diritti delle lavoratrici e dei lavoratori.
EliminaLa situazione è drammatica, si aggrava ogni giorno.
RispondiEliminaIo non ho più fiducia nei sindacati
Buona settimana
Rakel
E' vero che molti errori son stati commessi anche dai sindacati e che essi devono cambiare tante cose. Bisogna però anche chiedersi quale è l' alternativa concreta e forte che i lavoratori hanno per confrontarsi coi datori di lavoro. Da soli, ad uno ad uno , la battaglia è persa. La rivendicazione, la lotta, la contrattazione possono essere solo collettive se si vuole ottenere qualche risultato. Battersi e criticare affinché il sindacato migliori va bene. Rinunciare al sindacato potrebbe essere un suicidio.
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