E' un vecchio adagio che, sicuramente, è tenuto in poco conto da chi, di tanto in tanto, prova, con argomenti capziosi, a manipolare la Costituzione. La nostra carta fondamentale, costruita sui principi di democrazia, legalità, eguaglianza, solidarietà sociale, sulla ripartizione dei poteri e su un sistema di pesi e contrappesi atti ad evitare ogni forma di abuso di potere, è considerata cosa sacra dalla maggior parte degli Italiani. Perciò, non può essere cambiata a colpi di maggioranza o, peggio ancora, sulla base delle esigenze dei più ricchi e potenti. La Costituzione detta le regole della democrazia attuando un equo contemperamento fra le esigenze di tutti i cittadini e ogni modifica che la riguardi deve essere sempre ampiamente condivisa. Hanno cercato di modificare ben sette articoli della Costituzione per porre i PM sotto il controllo dell' esecutivo, per sottrarre alla magistratura il controllo sulla polizia giudiziaria, per fare sì che i membri laici del consiglio superiore della magistratura fossero scelti in una rosa di figure individuate dalla maggioranza di governo. Col chiaro scopo di bloccare eventuali indagini nei confronti di esponenti della politica e il malcelato intento di assestare, in seguito, altri colpi al nostro sistema democratico. Hanno provato a menare per il naso gli Italiani. Lo hanno fatto con argomentazioni inconsistenti e, talvolta, con atteggiamenti assolutamente sgradevoli. Gli è andata a buca. La speranza per il futuro è di essere governati non da chi cerca di manipolare la Costituzione per i suoi inconfessabili interessi ma da chi, finalmente, abbia la volontà di applicarla concretamente.
Nella foto introduttiva, l' approvazione della Costituzione. Attribuzione immagine Dati.Camera.it.

Ero indeciso,ma il metodo di chi vuole imporre a tutti i costi le proprie ragioni mi ha orientato definitivamente e le motivazioni del popolo che si esprime liberamente sono indiscutibili.
RispondiEliminaIo invece non ho dubitato manco per un momento. Come dice Marco Travaglio (che il più delle volte non condivido) questa era una vera e propria "schiforma" che in nessun modo risolve i veri problemi della giustizia. Per risolvere i tempi lunghi della giustizia occorrono soprattutto risorse umane nei ranghi della magistratura, delle cancellerie e dei servizi giudiziari in genere. La riforma mirava soprattutto a minare il principio della ripartizione dei poteri e a porre le basi per l' affossamento della Costituzione Repubblicana. Il tutto per iniziare a portarci verso una "demokratura" di stampo ungherese. Per ora gli è andata a buca ma, per il futuro, bisogna tenere la guardia alta.
EliminaPurtroppo il condizionamento delle correnti è notevole e pericoloso,favorito dalla riforma Castelli che ha reso ampiamente discrezionali e quindi "trattabili" le decisioni del Csm, nonché ha reso verticistiche le gerarchie in particolare nelle Procure,e quindi importantissimo "conquistarle".
RispondiEliminaPeraltro,senza modificare tali norme aberranti,la riforma Nordio avrebbe potuto determinare una magistratura ancora più condizionata da scelte politiche magari a favore del potente di turno in danno di chi è più debole.
Il metodo di chi la sosteneva era significativo in tal senso.
Era una riforma che faceva finta di affrontare i problemi reali (comprese certe indebite pressioni delle correnti). L' obbiettivo del governo non era quello di migliorare la funzione giudiziaria ma di condizionarla a suo uso e consumo. Volevano prenderci per sciocchini ma non ci sono riusciti.
EliminaOvvio come abbiamo detto altre volte: il sonno della ragione genera mostri 😅👋
RispondiEliminaPer fortuna stavolta la ragione non ha dormito e hanno prevalso buon senso e coraggio. Speriamo di continuare così. Un salutone a te.
EliminaIo non sono un esperto di giurisprudenza, comunque quando il popolo esprime tramite voto la propria scelta è sempre un fatto importante poiché implica - fortunatamente - l'esistenza di una democrazia.
RispondiEliminaLa Costituzione ha mostrato ancora una volta tutta la sua completezza ed efficacia. La riforma non aveva raggiunto in Parlamento la maggioranza necessaria perché divenisse subito operativa e il governo ( promotore della stessa) è stato costretto ad indire il referendum confermativo. All' inizio, sembrava che il SI potesse vincere a mani basse ma, in poco tempo, grazie anche a chi si è impegnato per spiegare alle persone le reali finalità della riforma e alla raccolta di firme per un possibile referendum d' iniziativa popolare, l' esito è stato ribaltato. La questione era tecnica, anche difficile sotto molti aspetti ma, evidentemente, alla fine chiarezza è stata fatta e si è evitato quello che sarebbe stato un vero e proprio salto nel buio. Erano in gioco l' indipendenza della magistratura e il principio di separazione dei poteri, oltre che la stessa democrazia. Per ora ( e spero per sempre) questi valori son stati preservati.
EliminaLa Costituzione resta la nostra bussola: si cambia insieme, non per interessi di parte, ma per difendere davvero democrazia e giustizia per tutti.
RispondiEliminaUn caro saluto
Ogni struttura giuridica, in quanto costruzione umana, è per forza di cose perfettibile. Tuttavia, proprio perché la Costituzione detta quelle regole del gioco che valgono per tutti, ogni riforma, per non scadere al rango di manipolazione, deve essere ampiamente condivisa. Fermo restando, per dirla con Calamandrei, che "quando si discute sulle regole i banchi del governo devono restare vuoti."
EliminaSe con Silvio Berlusconi le leggi ad personam servivano al mantenimento e all’incremento del potere mediatico rappresentato dalle sue aziende, che è e rimane una anomalia in un paese democratico ed è capace di spostare in modo fraudolento l’asse del potere con disinformazione e propaganda, nel caso odierno la Meloni ha un’idea di premierato forte a cui serve una legge elettorale che sia favorevole al suo partito e alla sua coalizione e le consenta ampi margini di manovra in Parlamento, e le serve spianare ogni ostacolo che possa contrapporti al suo potere assoluto (il Presidente della Repubblica, l’opposizione, la magistratura, la stampa libera e le legittime proteste di piazza). Potremmo discutere nel merito della riforma che è stata proposta, ma non bisogna mai dimenticare il fine a cui tendeva. Questo perché alcune persone di sinistra hanno votato SI ritenendo legittimamente giusto separare le carriere dei magistrati, ma a mio parere hanno sottovalutato tutte le conseguenze della riforma.
RispondiEliminaIn primo luogo cosa avrebbe significato formare i due CSM a partire da professionisti selezionati dal Parlamento ed estratti a sorte; un rappresentante deve essere scelto dal collegio dei suoi pari, non da una selezione del Parlamento e da un biglietto della lotteria.
Se così, fosse, se il sistema Nordio fosse efficace, allora dovremmo applicarlo anche in politica, per evitare le correnti nei partiti e nelle coalizioni che spesso fanno cadere i governi.
Quel che ci si sarebbe aspettato da una riforma della giustizia, degna di questa definizione, è soprattutto un efficientamento della funzione giudiziaria. Una riduzione dei tempi biblici per la risoluzione delle controversie civili e dei procedimenti penali. Tutto ciò non rientrava nelle finalità del governo che, del resto, anche tramite suoi esponenti, come Giulia Bongiorno, avevano platealmente ammesso che attraverso la riforma firmata Meloni- Nordio non si sarebbe giunti a questo risultato. Al netto di questo restava una pretestuosa manipolazione della Costituzione mirata a stabilizzare il potere dell' attuale esecutivo. In pratica l' attuazione dei progetti della P2 e del revanchismo Berlusconi sta. Per risolvere i problemi atavici della magistratura occorreva invece intervenire aumentando il numero delle risorse umane (sia magistrati che addetti ai servizi giuridici, di cancelleria e polizia giudiziaria) e informatizzando al massimo tutti gli uffici giudiziari. Si è cercato invece di rendere il sistema pletorico con due canne un' altra corte che avrebbe eseguito in primo grado e in appello (escludendo il ricorso per cassazione) le valutazioni in Ordine alla responsabilità dei giudici. Un enorme pastrocchio, insomma, col quale si è cercato di porre le basi di un processo di progressivo soffocamento della Costituzione, cercando di menare per il naso gli Italiani che, siccome nil diavolo fa le pentole ma non i coperchi, non ci sono cascati e hanno difeso a spada tratta la loro Costituzione. La legge elettorale? E' la solita solfa: quando certi governi si rendono conto che può non andargli bene cercano di cambiarla. Bisognerebbe porre un freno anche a questo viziaccio.
EliminaIo non me ne intendo molto di argomenti che riguardano la giustizia, sono molto complessi e bisogna avere una carta competenza per giudicare ma mi sono basata sulla necessità, secondo me, di salvaguardare la nostra Costituzione, evitare che ci fossero, in futuro, altri tentativi di manipolarla a secondo degli interessi. Saluti cari.
RispondiEliminaLa salvaguardia della Costituzione è esigenza primaria, specie quando si propongono riforme che non sono soluzioni ai problemi correnti, ma pretesti per allontanarsi dalle linee guida dei padri costituenti e percorrere strade diametralmente opposte. Cari saluti a te.
EliminaLa Costituzione è salva, erano mesi che ho cercato d'informare le persone, attraverso il blog.
RispondiEliminaVerso il mese di dicembre difficilmente avremmo ipotizzato di poter vincere questa battaglia. Si è riusciti a ribaltare la partita proprio grazie alla corretta informazione che chi aveva coscienza dei problemi è riuscito a fare. Attraverso il dialogo e il confronto che sono propri della democrazia si è compreso quanto fosse inutile e insidiosa questa "schiforma".
EliminaLa Costituzione è una cosa viva e deve essere modificata se serve per il benessere del popolo.
RispondiEliminaCredo che politicizzare un referendum la dice lunga sul grado di intelligenza del popolo, sempre schivo di slogan alla Mussolini, malgrado siano passati 100 anni quasi, eppure di leggere e capire veramente ci si sono messi in pochi.
Che la magistratura sia politicizzata è un dato di fatto e non dovrebbe essere per il risultato di una vera democrazia e di giustizia.
Per me non ha vinto nessuno e abbiamo perso tutti, soprattutto quando si fanno le cose per combattere solo la corrente che è in quel momento al governo, senza pensare se sia giusta o sbagliata. Questa è la negazione della democrazia... ma sono certa che andrà sempre peggio.
La prima cosa che mi viene in mente è che una riforma costituzionale, su qualsiasi argomento, debba sempre essere largamente condivisa. Se non c'è condivisione e, anzi, si manifesta un ampio dissenso verso quella riforma è cosa giusta che essa non passi. Non è un vincere o un perdere: è la democrazia che impone che , una volta scelta la strada del referendum, ci sia un confronto che si chiude con l' affermazione dei sostenitori dell' una o dell' altra tesi. Personalmente (e penso anche molte altri) si sono resi conto che questa riforma non risolveva i veri problemi della giustizia (carichi di lavoro, carenze di risorse umane, tempi biblici per arrivare a sentenza, indagini spesso condotte senza la debita attenzione dagli organi di polizia giudiziaria) , cosa questa ammessa dagli stessi promotori della riforma e poi del referendum. Ci si è resi conto che il sorteggio dei magistrati per il CSM era in sostanza una presa per i fondelli poiché non di sorteggio puro si trattava ma estrazione dei membri laici nell' ambito di una rosa di persone scelte soprattutto dalla maggioranza parlamentare. Dire che si è votato no solo per partito preso, solo per osteggiare la parte avversa, per me, non è condivisibile. Potremmo aggiungere tante altre cose ma, aldilà delle motivazioni dalle quali ognuno di noi è stato guidato, è cosa chiara che la proposta di riforma, per i più, non è risultata convincente e questo va accettato senza riserva alcuna .
EliminaSe fosse davvero come dici tu, il risultato sarebbe condivisibile.
EliminaInvece oggi c'è chi chiede di rieleggere il governo e quindi non ha capito che il referendum non è un voto politico, che invece è stato. La democrazia è sempre nel rispetto del voto di tutti e non solo quando ti fa comodo, altrimenti è altro. Comunque io ero per la separazione delle carriere che a sinistra abbiamo chiesto a gran voce per anni e adesso tutti con la memoria corta... il sorteggio dei magistrati invero era proprio una cazzata.
So bene che anche in certe correnti della sinistra era stata sostenuta la separazione delle carriere. Dal mio punto di vista, per molte ragioni , son stato sempre contrario.Non mi sembra comunque che si chiedano così a gran voce le dimissioni del governo. Ciò perché credo che gli esponenti della sinistra sappiano bene che una campagna elettorale non si improvvisa e che non sarebbe affatto scontato vincere senza un programma chiaro, messo nero su bianco e senza un leader condiviso. Elly Schlein, in particolare, ha parlato di volontà di impegnarsi per le elezioni di fine legislatura, ma di tenersi pronta per eventuali (e da lei di certo non richieste) elezioni anticipate. Possibile invece che, modificata la legge elettorale a suo uso e consumo (come già fu fatto col "porcellum" di Calderoli) sia la stessa premier a chiedere elezioni anticipate. Come andrà a finire, però ,non lo possiamo sapere. Per dirla con le parole di una nota canzone, citata e stracitata, " lo scopriremo solo vivendo".
EliminaCiao Fabio, dico solo "hanno giocato sporco".
RispondiEliminaCome dice il proverbio " chi di spada ferisce di spada perisce "
Buonanotte
Rakel
Se la son tentata e gli è andata male. L' eccesso di sicurezza (al pari delle bugie) ha le gambe corte. Anche a te Buona Notte.
Eliminadicono che il No l'avesse buttata in politica e per questo ha vinto (che poi è un'ammissione, da parte della destra, di essere in minoranza nel Paese). Ma io credo che di questa legge complessa, che sembra scritta dall'azzeccagarbugli, la gente due o tre cosette (il sorteggio dei togati, l'estromissione del capo dello stato da presidente dei nuovi consigli superiori della magistratura) le avesse capite e ha votato di conseguenza.
RispondiEliminaml
Penso anch'io che sia andata in questo modo e che la gente abbia capito, anche sul merito della questione, molto di più di quanto non si voglia fare credere. La riforma Meloni - Nordio è stata scritta davvero coi piedi. Lo stesso provvedimento bandiera , cioè la separazione delle carriere, era a mio parere irricevibile. Cambiare funzioni può voler dire allargare la propria conoscenza ed esperienza di lavoro, poter scegliere di fare qualcosa di nuovo, vedere l' altro lato del proprio lavoro, superare la routine, passare a svolgere mansioni per le quali ci si sente più portati o, più semplicemente, cambiare ufficio e confrontarsi con nuovi colleghi. Dire che un giudice possa decidere una controversia in un certo senso, per compiacere la corrente di cui fa parte un PM che può decidere sulla carriera di quel giudice, è una pura illazione. Un' argomentazione puramente strumentale. Assolutamente folle il fatto che ad un giudice sottoposto a procedimento disciplinare, fosse precluso il ricorso per cassazione, sostituito da un ricorso presso la stessa "Alta Corte" che lo aveva condannato. In realtà, con questa riforma, si voleva solo sottoporre il potere giudiziario al controllo dell' esecutivo e far venir meno il principio di separazione dei poteri che è alla base della democrazia e della nostra Costituzione. Abbiamo corso veramente un grosso pericolo e chi ha votato NO ha salvato tutti (anche chi in buona fede ha votato SI) dal cadere in un tranello davvero insidioso.
EliminaLa costituzione si può cambiare, ma seguendo certe regole. Hanno fatto una forzatura molto forte approvandola a maggioranza e addirittura senza nessuna discussione prima. L'hanno presentata e hanno detto: questa è e questa rimane. Per fortuna è stata bocciata e credo che il ministro della giustizia che l'ha presentata a suo nome, almeno lui, dovrebbe dimettersi visto forzatura e bocciatura. Ma questi la meritocrazia c'è l'hanno solo a parole quando si parla degli altri..
RispondiEliminaMa governare e comandare sono due cose molto, molto diverse
Proprio vero. Questi sono abbarbicati al potere e non lo vogliono mollare. E' un governo insignificante e, per di più, succube del presidente americano totalmente folle. Hanno tentato una manovra pilota per cercare, successivamente, di stravolgere la Costituzione che, appunto, può essere riformata ma non deve essere mai manomessa da chi ha mire chiaramente piduiste e autoritarie. Stavolta gli è andata a buca, però bisogna sempre vigilare.
EliminaNon ho avuto dubbi sul votare NO, anche perchè per mettere mano alla Costituzione servirebbero menti all'altezza di quelle che l'hanno scritta..
RispondiEliminaUn sistema di giustizia come quello che volevano propinarci è speculare rispetto a quello imposto a suo tempo da Orban in Ungheria. Era il primo passo per smantellare la Costituzione e questo intento era così palese che la maggioranza delle persone non ha abboccato.
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