"L'Etat cest Moi!"

 


Non credo sia facile affrontare un ragionamento su ciò che è il potere, giacché si tratta di una facoltà multiforme e di incerto esercizio. Secondo le migliori scuole di pensiero, il potere dovrebbe essere esercitato per il conseguimento del bene comune e, perciò, non dovrebbe mai essere concentrato nelle mani di un solo soggetto. Tutto ciò nel pieno rispetto dei principi di stretta legalità, libertà, eguaglianza e solidarietà. Troppe volte, invece, si abusa del potere, in vario modo conseguito, esercitandolo  arbitrariamente su una moltitudine di individui. Si tratta, purtroppo, di uno scenario assai diffuso ai nostri tempi in cui l'accesso al potere sembra condizionato, più che in ogni altra epoca, al conseguimento della ricchezza. Pertanto, quando il capitalismo, da sempre avvezzo ad esercitare pressioni in forza del suo potere economico, si scopre bisognoso di più alte protezioni, si butta in politica e si mobilita per ottenere il governo dello Stato. Con la  chiara finalità di tutelare al meglio i propri interessi, imporre con maggior forza la propria volontà e proteggersi dalla giustizia per le sue malefatte. Proprio in quest'ottica, chi abusa del potere è naturalmente allergico al "principio della divisione dei poteri" e perciò mira a limitare l' autonomia e a condizionare l' operatività di quei poteri che dovrebbero invece controbilanciare un eccesso di potere da parte dell' esecutivo. Personalmente, credo sia questo il problema politico più rilevante dei nostri tempi. La spiccata tendenza di molti governi a concentrare il potere nelle mani di un solo soggetto politico. Determinando la trasformazione dei cittadini in sudditi. Succubi accondiscendenti o, peggio ancora, complici del regime autoritario in tal modo costituito. Ecco che allora ci troviamo a vivere nell' incubo di un possibile ritorno a quegli errori del passato che solo è possibile evitare con la partecipazione di tutti i cittadini. Pienamente consapevoli dei pericoli ai quali si sta andando incontro. Consci di aver un ruolo fattivo nella società e non di semplici comparse votate, per un piatto di lenticchie, a sostenere il più forte.




Nella foto introduttiva: Ritratto di Luigi XIV - Hyacinthe Rigaud - Museo del Louvre - Parigi.


Commenti

  1. Un’analisi lucida che ci ricorda quanto sia fondamentale vigilare sul potere, e partecipare attivamente alla vita civile per non cadere nell’autoritarismo.
    Buona giornata Fabio

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    1. L' informazione è fondamentale e poi la riflessione sulle notizie. Sui meccanismi della storia che sono generalmente complessi e che molti, invece ,vogliono fare passare capziosamente per semplici. La partecipazione inizia dall' informazione, continua con l' analisi delle vicende politiche, sociali ed economiche e si concretizza con l'esercizio del diritto di voto e ogni forma democratica e non violenta di espressione del nostro pensiero.

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  2. Uno degli elementi chiave delle democrazie è proprio la loro capacità di impedire che troppo potere si accumuli nelle mani di un'élite ristretta.

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    1. Il "principio della separazione dei poteri" è il fondamento delle democrazie e dello stato di diritto. Elaborato e sviluppato nel corso dei secoli da fior di studiosi e pensatori. Se questo principio viene scardinato si aprono vaste praterie a quell' autoritarismo che oggi sta cercando di dilagare.

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  3. Purtroppo la democrazia ci ha dimostrato che tante persone "pecore" e allineate con il leader del momento determina una dittatura di parole e pensieri, che nulla hanno a che fare con una democrazia vera. Si creano caste intoccabili e c'è poco da fare, proteggersi è impossibile.
    Adesso sta a noi cercare di cambiare le cose... Elisa

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    1. Mi hai ricordato una bella poesia di Trilussa che riporto di seguito:

      “Conterò poco, è vero”.

      Disse l’Uno ar Zero.

      “Ma tu che vali? Gnente, propio gnente.

      Sia ne l’azzione come ner penziero,

      rimani un coso vòto e inconcrudente.

      Io, invece, si me metto a capofila

      de cinque zeri tali e quali a te,

      lo sai quanto divento? Centomila.

      E’ questione de nummeri. A un dipresso

      è quello che succede ar dittatore,

      che cresce de potenza e de valore,

      più sò li zeri che je vanno appresso.

      ***

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    2. bellissima... grazie

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    3. L' ironia di Trilussa ben calza per accompagnare questo dialogo. Buona serata a te.

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  4. Quello che davvero sfugge è che tanta gente sia attratta da "un uomo solo al potere", ma di pari passo sia irrimediabilmente indirizzata al farsi gli affari propri, cosa che in teoria, l'uomo forte al potere dovrebbe impedire...
    Mah! Proprio non capisco il pensiero di fondo, forse che le regole ferree varranno si, ma solo per gli altri? Boh.
    Un salutone a te, amico mio

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    1. L' uomo solo al potere soddisfa l' esigenza che molti hanno di sentirsi deresponsabilizzati. Quando l' uomo solo al potere (che loro hanno voluto) farà le porcate si maschereranno dicendo: "io non l' ho votato". Mentre la realtà è molto diversa. Parafrasando De André: " Anche si crederanno assolti saranno per sempre coinvolti."

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  5. P.S. bellissime ed azzeccatissima la canzone di de Andrè e la poesia di Trilussa...

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    1. Il Sogno n. 2 di Faber è sicuramente una dei più efficaci discorsi sul potere e sui suoi complici (volontari e involontari). Un grazie ad Elisa per avermi riportato alla mente la poesia "Nummeri" di Trilussa. A te caro amico un salutone.

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  6. Io credo che il potere non possa essere concentrato tutto nelle mani di una sola persona ma deve essere affidato a più persone. Sta a noi vigilare, partecipare alle elezioni, in modo da mettere da parte coloro che cercano di fare solo i propri interessi. Saluti cari

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    1. La nostra Costituzione prevede un sistema di pesi e contrappesi istituzionali mirati ad evitare eccessi di potere e condizionamenti. Se salta questo sistema, può realizzarsi una forte concentrazione di potere nelle mani di un solo soggetto. Sia esso una giunta di governo o un autocrate. La funzione del "principio di divisione dei poteri" deve essere ben chiara a tutti e tutti devono dare il loro contributo per preservarla. Per evitare che saltino le basi dello stato di diritto. Saluti cari anche a te.

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  7. Hai usato una parola a me cara: PARTECIPAZIONE, oggi purtroppo diventata desueta e in fin di vita!

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  8. Anch'io vorrei che ci fosse più partecipazione. E, soprattutto, che si tratti di una partecipazione realmente consapevole. Il "principio della separazione dei poteri", come si è detto più volte è uno dei fondamentali cardini dello stato di diritto e perciò va difeso in modo corale e convinto. Molti, per il fatto di non partecipare si "credono assolti" e dunque non responsabili per quel che accade. La realtà è che, non partecipando, si lascia sempre fare agli altri senza considerare che anche l'astensione determina di fatto una grave responsabilità.

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  9. Ciao Fabio, oggi più che in passato la democrazia è in profonda crisi.
    Da parte dei cittadini ci vorrebbe più partecipazione per difendere la "Costituzione".
    Molto gradito il tuo commento, un caro saluto e
    Buon fine settimana
    Rakel

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    1. I fautori dello stato autoritario e antidemocratico non si sono mai rassegnati. Allo stesso modo sarebbe opportuno che, chi crede nella democrazia e nella Costituzione, sia ancora più deciso. Quello che dico sempre e che qui voglio ripetere è che i valori democratici non devono mai essere mai dati per scontati ma difesi, giorno dopo giorno, con tutte le nostre forze. Auguro anche a te un sereno fine settimana.

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  10. Ti sei data qualche risposta sul perché c'è così tanta astensione dal voto in Italia? Un saluto cordiale.

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    1. Si, me la son data (come altri del resto) ma qualunque sia la risposta o la motivazione addotta, personalmente non condivido la scelta di non recarsi alle urne. Anche a te un cordiale saluto.

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