Marzo

 


Si vocifera che Marzo sia  pazzo e dispettoso... al punto da aver preso un giorno in prestito da aprile per angariare vieppiù pastori e agricoltori.* E' un mese di passaggio. Crocevia fra due stagioni. Porta in sé gli ultimi duri colpi dell' inverno e i primi barlumi di speranza della primavera. Così viviamo noi. All' incrocio dei venti. Tra il ricordo delle esperienze passate e i progetti per un futuro che cerchiamo di immaginare migliore. Sempre oscillanti tra " il pessimismo della ragione e l' ottimismo della volontà." Forse è per questo, per la sua eterna incertezza che riteniamo che Marzo sia pazzo quando, nei fatti, è solo lo specchio più verace della nostra realtà.

*La favola di Marzo e il Pastore 

Una mattina, sul cominciare della primavera, un pastore uscì con le pecore e incontrò Marzo per la via. Disse Marzo: “Buongiorno, pastore, dove le porti oggi le pecore?”

“Eh, Marzo, oggi vado al monte!”

“Bravo pastore, fai bene, buon viaggio!” E fra sé disse “Lascia fare a me; oggi li innaffio io per bene!”

Il pastore, però, che l’aveva squadrato ben bene in viso, aveva fatto tutto il contrario. La sera, nel tornare a casa, incontrò di nuovo Marzo.

“Ehi, pastore, com’è andata oggi?”

“È andata benone. Sono stato al piano: una bellissima giornata, un sole che scottava.”,

“Ah, sì? Ci ho gusto!” (e intanto si morse un labbro) “E domani dove andrai?”

“Domani tornerò al piano. Con questo bel tempo…”

“Bravo, addio!”

E partirono. Ma il pastore, il giorno dopo, invece di andare al piano, andò al monte; e Marzo giù acqua e vento e grandine al piano. La sera trovò il pastore.

“Oh pastore, buonasera! E oggi com’è andata?”

“Benone! Sai, sono andato al monte. È stata una giornata d’incanto. Che cielo!

Che sole!”

“Bravo pastore… e domani dove andrai?”

“Eh, domani andrò al piano!”

Insomma, per farla corta, il pastore gli disse sempre il contrario, e Marzo non ce lo poté mai beccare. Si arrivò così alla fine del mese.

L’ultimo giorno Marzo disse al pastore: “Eh beh pastore, come va?”

“Va bene, ormai è finito Marzo e sono a cavallo. Non c’è più paura e posso star tranquillo…”

“Dici bene, e domani dove andrai?”

“Domani vado al piano, faccio più presto”

“Bravo, addio!”

Allora Marzo in fretta e furia andò da Aprile, gli raccontò la cosa e, infine, gli disse: “Ora avrei bisogno che tu mi prestassi un giorno”.

Aprile, senza farsi pregare, gli prestò un giorno.

La mattina dopo, il pastore fece uscire le pecore e andò al piano come aveva detto.

Ma, quando fu una certa ora e il gregge era sparso per i prati, cominciò una ventipiova da fare spavento; acqua a ciel rotto, vento e neve e grandine. Il pastore ebbe da fare e da dire a riportare le pecore all’ovile.

La sera Marzo andò a trovare il pastore, che era là nel canto del fuoco, senza parole, tutto malconcio, e gli chiese ironico: “Oh pastore, buona serata! Oggi com’è andata?”.

“Ah, Marzo mio, sta’ zitto, sta’ zitto, per carità! Oggi è stata proprio nera. Peggio di così neanche a mezzo gennaio; si sono scatenati per aria tutti i diavoli dell’inferno”.

E’ per questo che marzo ha trentun giorni; perché ne ha preso in prestito uno da aprile.

Commenti

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    1. Grazie... Anche se i "venti di guerra" di questi giorni non promettono bene.

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  2. Non conoscevo questa fiaba, molto appropriata per il mese.

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  3. Spiega Italo Calvino (che di questa fiaba offre una versione differente in cui il pastore blandisce con preghiere e impreca contro i mesi dell' anno) che si tratta di un racconto originario della Corsica, pubblicato in francese con i versetti in dialetto corso nella raccolta "Le contes populaires de l' Ile de Corse". La versione qui proposta non è altro che l' apologo lucchese basato sugli inganni del pastore nei confronti dello stizzoso mese di marzo.

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  4. Sempre bello rileggere questa favola, ricordo di averla letta più volte ai miei alunni, quando ancora lavoravo. Ti auguro un mese di marzo sereno , un caro saluto.

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    1. E' una favola davvero significativa. Ci fa pensare alla fatica di chi alleva il bestiame e di chi lavora nei campi. Ai mille accorgimenti per ripararsi da pioggia, vento e ogni sorta di intemperie. Poi, Aprile, che pure ha fama d'esser più mite, presta un giorno a Marzo per consentirgli di vendicarsi della furbizia del pastore. C'è una certa solidarietà fra i due mesi e... Aprile, a volte può essere anche più dispettoso di Marzo. Buon mese di marzo e cari saluti anche a te .

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  5. Carinissima storia di saggezza popolare, direi.
    Noi siamo fortunati, possiamo goderci la primavera che già si intravede e prenderci il tempo che viene e basta.
    Per quanto i nostri tempi che ci stanno piovendo addosso, invece, la musica è ben più triste purtroppo.
    Un abbraccione grande, grande

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    1. Viene da chiederci che primavera sarà col mondo che, ogni giorno che passa, sembra andare sempre più a rotoli? Quante primavere ancora ci saranno per questo mondo che, ad ogni piè sospinto, ricade nell' orrore della guerra? Ormai ci son solo le belle e antiche favole che, con dolcezza e fantasia, portano almeno un po' di serenità nel nostro cuore. Un abbraccio a te caro amico.

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  6. che divertente questa storia del pastore, non la conoscevo, grazieee... Elisa

    p.S.: devo dire che febbraio è stato abbastanza pazzerello quest'anno... che si sia alleato con marzo? he he

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    1. Febbraio è stato, a dir poco, folle. Anche marzo sta prendendo un brutto andazzo. Buona serata a te.

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  7. Sempre bella questa favola, grazie di averla pubblicata e ricordata. Il cambio di stagione è ormai imminente, speriamo di riuscirci a godere una buona primavera. Abbraccio Fabio, notte serena.

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    1. Speriamo davvero. Dalle mie parti marzo è in grande spolvero e dispettoso come non mai. Un salutone a te.

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  8. Marzo è un bel mese, secondo me. Transizione tra due periodi quasi opposti.

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    1. C'è un inverno duro a morire e una primavera che fa capolino, di tanto in tanto, molto timidamente. Marzo è un mese combattuto e, spesso, si prende anche più di un giorno in prestito da suo fratello Aprile.

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  9. Una bella scrittura. In fondo non è così strano che la Natura abbia sentimenti " umani "... E' dovuta alla nostra mancanza di sensibilità l' incapacità di leggere e capire tutto ciò che ci sta intorno , diverso da noi...
    Grazie !

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    1. E' vero. Siamo molto distratti e non ci rendiamo conto di quanto la natura ci parli. Siamo sordi ai suoi messaggi e così, inesorabilmente, ne compromettiamo l' equilibrio.

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